31 gennaio 2008

E dal programma il sogno

Può essere... dato che si tratterebbe (e non posso che condividere la tua opinione) di disegnare il futuro di una città, immaginando cosa potrebbe essere tra venti anni, legittimo parlare di sogno, oserei la parola "fede", nel senso più stretto del termine: avere fiducia, "immaginare qualcosa che ancora non esiste, che oggi ancora non si può vedere, e crederci al punto tale da fare in modo che si realizzi". E qui scatta la logica: come dare concretezza al sogno, cosa è giusto fare (o non fare) per raggiungere questo obiettivo così lontano, così sfuggente (perchè magari ciò che sembra giusto oggi potrebbe non essere più valido fra 5 anni)... Bèh! Innanzitutto non pretendere che questo grande futuro sia realizzabile a breve, se si vuole essere credibili: questa città (e non solo questa) e tutti i suoi abitanti devono affrontare una rivoluzione culturale, mettersi in gioco tutti singolarmente affinchè si possa fare tutti quel grosso passo avanti... Nessuna amministrazione, nessun progetto sarà mai così potente e perfetto da prescindere dalla collaborazione di tutti: cosa me ne faccio della raccolta differenziata se la maggioranza delle persone getta tutto nello stesso cestino o peggio ancora per strada? Informazione, condivisione, realizzazione: una città che viene prontamente informata, chiamata in causa prima che il progetto diventi esecutivo, ovviamente poi lo condivide... e collabora, permettendone la realizzazione perchè lo sente come suo. Un concetto semplice, purtroppo però quasi sempre disatteso, inapplicato, e tante decisioni spacciate come condivise spesso sono solo dittature mascherate da un falso concetto di democrazia partecipata, che di partecipato non ha nulla... Un concetto che non è sempre di facile applicazione, occorre pazienza, capacità di interagire con i vari "attori" (cittadini, enti, associazioni...) e i tempi ovviamente si allungano, ma il tempo è solo apparentemente perso: si recupera dopo, quando il progetto così nato scorre splendidamente proprio perchè condiviso e privo di attriti fra le parti, e diventa veramente uno strumento con cui disegnare il futuro, rendendo possibile il sogno. Purtroppo le persone, gli enti, chi ci governa si è abituato a ragionare solo in termini di riscontro immediato, e quello che comporta tempi troppo lunghi o lo archivia o lo rinvia a data da destinarsi. L'associazione di volontariato che presiedo ha iniziato a febbraio2005 il percorso che doveva portare ad un "progetto pilota", successivo alla stesura di linee guida per la Riqualificazione Fluviale dei fossi presenti sul territorio comunale. Il percorso non si è ancora chiuso, ma non abbiamo certo perso tempo: sono stati coinvolti gli enti (Provincia, Regione, Autorità di bacino) tutti i comuni che hanno dimostrato interesse a partecipare (Allumiere, Tolfa, SantaMarinella) i cittadini (è stato somministrato dai volontari un questionario appositamente realizzato da esperti del settore a più di mille persone nei tre comuni citati) e il tutto ora è pronto per essere relazionato... ma realizzare tutto questo ha preso troppo tempo, secondo i parametri del "tutto e subito" cui siamo abituati, e i referenti comunali si sono uno alla volta tutti disinteressati al progetto: troppo arduo programmare davvero il futuro! Noi continuiamo a coltivare il nostro "sogno", augurandoci davvero che prima o poi sia davvero possibile... non solo sulla carta!
Stefano Crispu

29 gennaio 2008

Hungerstrike


Da un eccesso all'altro. Chi vuole fare colpo di solito fa così. Passa dalle salcicce, alle pennette, allo sciopero della fame. Sarebbe più facile, più serio, riempire la campagna elettorale di contenuti ed invece no, si cercano i colpi ad effetto. Va in scena lo sciopero della fame, magari a singhiozzo, magari solo 10 ore su 24. No, signora mia, su certe cose non si scherza. Lo sciopero della fame è una cosa seria che diventa ridicola quando è fatta part-time e per temi epocali come gli sbocchi a mare. Gentile signora, sa chi è questo giovanotto? Scommetto di no.

Si chiamava Bobby Sands, militante dell'esercito repubblicano irlandese, che nel lager inglese H Blocks all'interno del carcere di Long Kesh, insieme ad altri nove suoi commilitoni si è lasciato morire di fame per ottenere lo status di prigioniero di guerra. Si è lasciato morire di fame a 27 anni, morire di fame, sottolineo morire. Non c'erano misericordie li, passaggi a mare o altre stupidaggini del genere. Lei non se lo ricorda, io si. Avevo 17 anni e organizzai negli ultimi 16 giorni della sua agonia manifestazioni nella mia scuola a Roma. Volevamo stupire il mondo anche noi, lasciarci morire di fame come lui, ma sapevamo che non saremmo riusciti ad andare fino in fondo. Il 5 maggio 1981, giorno della sua morte, mi beccai pure qualche bastonata perchè andai a manifestare davanti all'ambasciata inglese. Quel ragazzo fu il primo della serie. Lo seguirono Francis Hughes, Raymond McCreesh, Patsy O'Hara, Joe McDonnell, Martin Hurson, Kevin Lynch, Tom McElwee, Kieran Doherty e Mickey Devine. Prima di morire fu eletto deputato al parlamento.


Adesso pensi bene a quello che dice e trovi, se ce la fa, il coraggio di dedicare il suo tempo a qualcosa di più costruttivo. Nel frattempo continui pure a togliermi il saluto. Stavolta me lo sono proprio meritato.

E dal programma il sogno

Ancora nessun contributo alla formazione di un programma che sia un programma e quindi proseguo io. Il concetto che credo debba animare ogni scelta è quello della programmazione (da cui anche il nome stesso di programma). Se dovessimo limitarci a fare un elenco delle cose da realizzare non avrebbe senso, anche perché qualsiasi opera pubblica potrebbe incontrare intoppi che, indipendentemente dalla città o dalla classe al governo in quel momento, potrebbero farla ritardare. Il compitino pedissequo lasciamolo per le scuole elementari. Chi si decide a fare il sindaco deve avere un sogno, un gran sogno, e tanta fantasia. Deve saper immaginare, poter disegnare la sua Santa Marinella tra 20 anni, saper condividere questo sogno con altre persone e, quindi di conseguenza, pennellare il suo disegno giorno dopo giorno. Questo è un programma, una realizzazione che nasce dalla visione di come sarà questa città nel futuro.
Se non abbiamo a cuore il futuro ma solo il presente credo che abbiamo sbagliato tutto dall'inizio.

L'ambulanza elettorale


Terzo millennio, vita nuova nuovi servizi. Quando sembra che Santa Marinella sia sprofondata nel quarto mondo scopriamo di vivere all'avanguardia. quale paese per esempio può vantare il primo servizio di ambulanza elettorale? Che significa? Provate, e dico solo provate, ad inscenare una piccola protesta per una ragione qualsiasi, ad esempio che ne so, un lampione rotto oppure il cancello del condominio che non si chiude, chiamate un paio di vicini a darvi man forte e subito scatta nella centrale operativa del Faraone l'allarme all'SDP, il sistema densometrico della popolazione. L'ultimo ritrovato dell'elettronica capta la vicinanza di tre o più persone ed invia un segnale al Faraone, pronto a precipitarsi sul posto con adeguato codazzo ed a concionare la folla. Subito dietro il rincalzo, con i compito di catturare indirizzi e telefoni dei malcapitati. Il sistema è stato rinnovato aggiungendo un particolare. Onde evitare di ritrovarsi in luoghi affollati ma elettoralmente poco produttivi, che ne so tipo scuole elementari o chiese nel mezzo della funzione sacra, il marchingegno rileva anche il grado di incazzatura della popolazione e fa scattare l'allarme quando la soglia supera il grado 3 che è più altro di indignato ma non sopra il leggermente infuriato. L'equipaggio in gran spolvero è stato notato nei pressi dell'antenna di via Ortigara, vicino ai concorrenti dei recenti concorsi comunali, davanti alle botteghe del castello di Ferrara prima dello sfratto e così via. L'occhio vigile avrà notato anche come prima dell'atterraggio del Faraone qualcuno spruzzi una sostanza inodore: serve a far dimenticare agli incazzati l'origine del loro stato disgraziato e quindi ad evitare al Faraone di ritrovarsi come i cristiani in mezzo alle fiere. Meglio quello della respirazione bocca a bocca, vero?









28 gennaio 2008

Da don Pietro a Di Pietro

Il partito Italia dei Valori- IDV distaccamento di Santa Marinella nella persona del suo
Diretto Responsabile-Referente Territoriale.Dr.Aldo De Angelis,vi comunica che nel
rispetto delle proprie ideologie politiche e principi ispiratori,ha deciso,oramai dà oltre due mesi,di creare una lista unica IDV rappresentativa del nostro programma e dei nostri futuri progetti per Santa Marinella nelle prossime Elezioni Amministrative 2008.
Attualmente le adesioni al nostro progetto sono numerose e importanti ma
attendiamo,ancora,molti di voi per proporre,in questa aspra contesa politica,veramente persone oneste,serie,il cui vero obiettivo è l’interesse per il bene comune della nostra città,e che siano in grado di restituire e infondere nei cittadini la fiducia verso i propri amministratori. Proprio partendo dà questi presupposti,che noi di Italia dei Valori di Santa Marinella riteniamo che sia doveroso rivolgere la nostra attenzione intorno a noi per un dialogo chiaro e trasparente senza compromessi,con persone che appartengono al nostro territorio e che siano in grado di dare un apporto valido composto da profonde conoscenze e capacità. A questo scopo intendiamo avviare dei tavoli di consultazione e la nostra lista è aperta a seri imprenditori,componenti di associazini,movimenti,onorati professionisti e a tutti coloro che siano in grado e soprattutto vogliano dare risposte chiare e concrete ai cittadini nel rispetto della più completa sincerità e legalità.
Se decidi di intraprendere con noi questa importante sfida e se condivi i punti del
nostro programma allora ti aspettiamo.
Aldo De Angelis
responsabile IDV Santa Marinella

Tu quoque? Quo vadis? Usque tandem?



Dopo serrate riunioni, sondaggi fra amici, e confronti con la propria gente, sembrerebbe questa volta uscire allo scoperto e con molta determinazione, Fabio Quartieri accetta la sfida, scioglie i dubbi, sarà anche lui prossimo concorrente alla carica di Sindaco del comune di Santa Marinella.


da Il Pentagono





E sarà da subito un problema, non per l'ingombrante presenza ma per il fatto che giocherà da subito, come ha sempre fatto, senza maglia. Certo una proposta forte Fabione la potrebbe fare: separare Santa Severa da Santa Marinella, farne un comune autonomo, stabilirne Rio Fiume come confine. Tanto Santa Severa ha pure l'aeroporto, un canile e tre assessori.
Per cominciare non è poco.

Le cose serie


Programma? Parliamone. Se non è in grado di farlo nessuno vorrei cominciare a farlo io. Non si tratta di verificare le buche nelle strade o l'altezza del ciglio dei marciapiedi. Penso che chi riceva la delega popolare non debba occuparsi di questo; dovrebbero farlo gli addetti comunali. Penso invece che chi viene spedito con i lombi al caldo debba avere una visione non del presente ma del futuro della sua Comunità e su questa visione del futuro debba giocarsi la campagna elettorale. Questi temi dovrebbero essere espressi, raccontati alla gente. Come il caso della munnezza. Nessuno, tra i papabili candidati sindaco, ne parla. Tra quasi due anni finirà la proroga delle proroghe e non potremmo più scaricare la nostra spazzatura da nessuna parte. Che ne facciamo? Chi tra questi candidati si dichiara favorevole e chi contrario alle varie forme di smaltimento, di termovalorizzazione, distruzione, insabbiamento, eccetera eccetera. Parliamone ora per non venirne seppelliti domani. Troppe cose sono passate sulla nostra testa. Il municipio, la multiservizi, il contratto con Acea per la distribuzione dell'acqua, gli edifici comunali, le spiagge, il porto. Si è sempre deciso tutto all'ultimo per lasciare comunque i dadi in mano al banco.
Sarà ora di cambiare, almeno il metodo.

27 gennaio 2008

Il Faraone: aggiornamento alla versione 2.0


Chi decide sui nomi dei candidati da presentare come prossimo sindaco? Se vogliamo dare alla cosa una caratterizzazione politica non possiamo prescindere dai numeri e quindi, politicamente parlando, la sinistra a Santa Marinella è perdente. Per avere qualche possibilità dovrà cercare alleanze possibili ed impossibili, turarsi il naso e scegliere un obiettivo evidente, di massa, colorandolo per quanto possibile sempre più di negativo. Un'alleanza disomogenea sconterebbe comunque, come ci insegna la pratica politica, la difficoltà a confrontarsi con un programma vasto, organico, chiaro. Non possiamo escludere allora che Santa Marinella sia una città alla deriva, se non allo sbando. Dobbiamo assumere allora la consapevolezza collettiva di essere alla fine di un ciclo. Se non riusciamo a metabolizzare, ad elaborare questa consapevolezza nulla potrà cambiare. Esisterà allora, a prescindere dal risultato matematico delle urne, lo scollamento tra chi governerà e tutto il resto della città, la cosa che più della menopausa galoppante di qualche consigliere ha contribuito alla repentina conclusione dell'esperienza che tutti abbiamo contestato. Nessuno, tra quelli che si autoproclamano prossimi leader ha saputo ancora pronunciarsi su qualcosa di concreto e questo mi preoccupa; nessuno ha mai tentato di aprire un dibattito su un qualunque argomento di carattere politico, etico o economico che lasciasse intravedere una felice intuizione che potesse disegnare almeno con tratti lievi il futuro, anche prossimo, della nostra città. L'unico argomento, quello più gettonato, è il veto verso qualche altro soggetto. Una dimostrazione di forza, uno sfoggio di muscoli, un annuncio di guerre che non possono fare più prigionieri: viviamo da quasi tre anni dietro una rete di filo spinato, ci potrà spaventare mai un altro Faraone?

E sia

La campagna elettorale è iniziata. Il Tavolo del Lunedì, che fra poco diventerà altro, che ha lavorato per due anni nel senso stretto del termine (studiare documentazioni e produrre documenti, avviare un comitato contro il project financing con tanto di autofinanziamento, accogliere le istanze di altri comitati cittadini, fare pressing per la caduta della giunta, ecc.), che da alcuni mesi si riunisce in modo democratico e del tutto orizzontale (ancora non c'è un candidato sindaco, perchè il candidato sindaco sarà scelto insieme), che ha provato a rovesciare i vecchi schemi e si è presentato alla città, non per dire "dateci un programma" (perchè si devono stravolgere così le cose, eh Cris?) ma dicendo chiaramente, nella relazione introduttiva e più volte, "noi abbiamo delle idee forti" ma vogliamo cominciare un cammino insieme, in modo democratico, il Tavolo del lunedì che ha scelto di sottoporre il Codice Etico di comportamento contando anche sul suo valore simbolico, visto che la politica si fa anche con i simboli, insomma il cosiddetto tavolo del Lunedì (composto da gente di partito e gente di mare - è una battuta, nel caso che non si fosse capita, per dire che è aperto anche a quelli che non provengono dai partiti, né da una collocazione di sinistra) che ha costituito l'unico laboratorio politico tanto atteso da Cris Degni, questo tavolo del Lunedì lealmente e coraggiosamente si presenta alla città e che cosa succede? riceve la prima bordata, da Cris Degni per la precisione. Seguiranno altre, da altri. Che dire? Va bene così, siamo in campagna, no?
Mi permetto solo di farmi personalmente carico della citazione di Fossati, non concordata con nessuno e stranamente tanto avversa a Cris (ma perchè?). Ammetto la grave colpa di averla pronunciata di mia sponte, perchè bellissima, citazione che qui ripeto, dedicandola a tutti quelli che amano questa città.
"L'amore fa guerra agli idioti
agli arroganti pericolosi,
fa bellissima la stanchezza,
avvicina la fortuna, quando può".
Spero che converrai, Cris Degni: quel "quando può" è meraviglioso.
Paola Rocchi

26 gennaio 2008

Il vento soffia ma non cambia ancora


Stasera la presentazione, tanto attesa, del Tavolo del Lunedì. Poche le facce nuove, nessuna la novità. Quello che poteva essere il punto di svolta di una campagna elettorale che stenta a decolare si è rivelato un flop. E' mancata la spinta ideale, e mancato il quid di diverso che giustificasse una reazione. E' mancata la catarsi. Perchè se quasi tutti si sono sbracciati a vantare la presa di distanza dai giochi del Faraone nessuno ha spiegato agli intervenuti che le mani avanti erano un gesto infantile, istintivo ma necessario per consentire alla sinistra di autoconservarsi, di non estinguersi. Nessuno lo vuole ricordare, ma il Faraone a Santa Marinella non lo abbiamo certo portato noi e chi lo ha voluto e lo ha imposto alla città lo ha fatto solo per la propria lussuria, per una più o meno sana libidine di potere.

Adesso tutti cercano di darsi una ripulita, di inventarsi ancora, di convincersi di essere un nuovo che nuovo non sarà mai, con espedienti scenici come il codice etico, perfettamente inutile perchè prevede comportamenti non sanzionabili. Dopo che ho firmato e mi sono fatto eleggere, se passo con il Faraone cosa mi fai: le tottò?

Per esempio prendiamo la questione dei costruttori o degli imprenditori in lista. E' un falso problema, una delle cose con le quali è bello riempirsi la bocca ma che in realtà è semplicemente fine a se stessa, non porta da nessuna parte e non porge alcun beneficio a nessuno. Per proteggere la comunità dalle incursioni piratesche degli squali del mattone dovrebbe esserci il Codice Penale, per proteggere la comunità dalle alzate di testa degli squali del mattone dovrebbe esserci il resto della coalizione che isola come un anticorpo il virus che si è scatenato al suo interno. Quand'è che una coalizione di governo impazzisce? Quando tutti vorrebbero riportare all'ordine chi sta dando fuori di testa ma nessuno ha il coraggio di premere il pulsante dell'autodistruzione, per paura di fale male anche a se, di veder finire il bel sogno, la conquista del privilegio. La Castina, si sa, si nutre del proprio sangue e del sangue dei suoi simili, gli uomini piccolini.

Diciamocela tutta e con un pò di serietà. Non sono le coalizioni che debbono cambiare ma gli uomini. Fino a quando esisteranno uomini piccolini questi non potranno mai comandare e dirigere. Il potere da alla testa, il potere non è una cosa che possa essere esercitata da tutti. Il potere richiede Uomini diversi, superiori e con qualità superiori, gente che abbia nel proprio dna un codice etico vero, che viva la politica come milizia, come servizio alla propria Comunità.

Il resto è solo marketing, sia che lo faccia il Faraone o che lo faccia qualsiasi altra persona. La Comunità santamarinellese è fatta anche di bella gente, bella gente che continua a sopravvivere solo perchè in mezzo alle tante pecore c'è ancora nascosto qualche lupo...





Mastelliamoci



Elio Mastella tira le orecchie alla Jena Alessandro Sortino, figlio di papà da 200.000 euro l'anno.

24 gennaio 2008

Cos'è la Politica?