07 ottobre 2007

Onore al Che

Quarant'anni fa moriva Ernesto Guevara.
Onore e vittoria, Comandante!


06 ottobre 2007

Lo dice la Federazione

La caduta dell’amministrazione Tidei rivela chiaramente la fine di unprogetto e di una modalità della politica che ha creato notevoli difficoltàin tutto il territorio e per molti anni. La capitolazione (perché di questosi tratta) non avviene come sostiene lo stesso Tidei, per problemi relativialle future elezioni primarie del Partito Democratico ma per ciò che ilsindaco non ha saputo fare in termini prima di tutto amministrativi epolitici. Anche se la caduta fosse poi legata alle primarie rivelerebbe laconsiderazione che si ha dei cittadini e della popolazione. Per i “nostri”giochi siamo capaci anche di sacrificare l’amministrazione comunale. Noiriteniamo che tutto questo sia indice di un vero fallimento. Ciò dimostrache l’uscita del partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea dallamaggioranza un anno e due mesi fa seguita dall’uscita delle altre forzedella sinistra non era pretestuosa come si è voluto, per diversi mesi, farcredere. Anche nel campo dell’urbanistica che con Giovanni Dani il Prc hagestito fino a un anno e due mesi fa, prima dell’uscita dalla maggioranza,si è vista la volontà del sindaco che non ha fatto altro che dedicarsiall’improvvisazione e alle deroghe. Tutto ciò che si è visto in questi mesidi amministrazione parla altrettanto chiaramente: consulenze, trasformismo,non una sola idea per la città, cancellazione e svilimento del ruolopubblico, incarichi, degrado morale. Tidei ha caratterizzato un’epoca che sembra ormai alle spalle. Nondimentichiamo il ruolo svolto anche per la candidatura alla presidenzadell’autorità portuale di Civitavecchia dove la sua candidatura haostacolato una risposta alle necessità dello scalo per diverso tempo. A questo punto e a livello territoriale e del comune di Santa Marinella c’èda creare una condizione che possa dare una risposta in terminiamministrativi e occupazionali a partire dalle forze di sinistra. A partiredai prossimi appuntamenti come le elezioni provinciali e le comunali diCerveteri. Sono altre le risposte che il territorio si aspetta. Tidei non sene era accorto. Ormai da diverso tempo.
Federazione Prc

Corsi e...ricorsi

S'è 'ncazzato de brutto, in conferenza,
er sor Tidei, pe' via de la legnata
capitataje 'n testa, inaspettata,
senza un minimo cenno d'avvertenza.

Dice, sdegnato, che nun c'è coerenza,
che questa è 'na manovra mascherata
fatta da traditori, gente 'ngrata
priva d'onore e priva de decenza.

Se aricordassi quarche tempo addietro,
quanno trescavi inciuci e,de tto, fatto,
mannavi l'avversario giù de chiatto,

dovressi avè capito, caro Pietro,
che chi co' 'sta moneta fa mercato
prima o ppoi co' la stessa è ripagato.

Luciano Pranzetti

05 ottobre 2007

La voce di Maggi & co.

Cari cittadini,
come già saprete i Consiglieri Comunali del nostro partito: Marco Maggi, Roberto Marongiu e Fabio Quartieri, sono usciti dalla maggioranza di governo della città determinando la caduta del Sindaco Tidei.
La nostra decisione, che può apparire politicamente severa, era ormai necessaria e non più rinviabile.
Abbiamo sperato, come tanti di Voi, che si fosse creata finalmente l’occasione per cambiare in meglio il futuro di questa città.
Decidemmo pertanto, sostenuti da tanti cittadini elettori, di scommettere sulla presunta capacità del nuovo Sindaco, rinunciando a schierarci in esistenti schieramenti politici visibilmente a corto di idee e di persone.
Abbiamo richiesto più volte, nel tempo, senza risultato, maggiore attenzione sulla problematica della raccolta dei rifiuti e sulla carente pulizia della città sperando di poter finalmente responsabilizzare l’AMA inducendola al rispetto dei suoi precisi doveri contrattuali.
Abbiamo richiesto che la viabilità cittadina diventasse una priorità tra le emergenze del territorio ma i progetti da noi elaborati e proposti (ampliamento di Via delle Colonie e collegamento con Valdambrini, Via Ortigara, rotatoria a fronte della piscina comunale) non sono stati per la gran parte finanziati.
Abbiamo chiesto, inascoltati, di approvare sollecitamente il piano degli accessi al mare ed i piccoli approdi così attesi dai cittadini e dagli operatori turistici.
Abbiamo infine assistito ad una stagione turistica finanziata ed animata in modo avvilente a Santa Marinella, con grave danno economico per la città.
Prendiamo invece atto che a fronte di una colpevole carenza di opere pubbliche si è assistito ad un proliferare di iniziative urbanistiche mal gestite e quindi poco comprese dalla pubblica.
Pertanto, cari cittadini siamo molto fermio nel dichiarare ormai conclusa questa esperienza politico-amministrativa non più utile e necessaria del territorio bisognoso di scelte coraggiose e tempestive e, perché no,….. disinteressate.
Non ci siamo mai sottratti al dovere di assumerci le nostre responsabilità e con questo gesto politico riaffermiamo il non attaccamento a qualsiasi poltrona o ad altro prestigioso incarico.
Confermiamo già da oggi il nostro impegno e la nostra disponibilità a dialogare con tutti i cittadini animati con spirito democratico e moderato per poter creare insieme a voi il futuro della nostra città.
Grazie.

04 ottobre 2007

Arriva il commissario


Una notizia buona, quella che arrivi il commissario. Una notizia meno buona c'è l'ha data in presa diretta proprio il Faraone, sentitamente "indignato". E' stato fregato sul tempo, non c'è che dire. Avrebbe preferito lui stesso bruciare tutti e fare la figura di quello che liquidava i quattro ragazzi che gli erano rimasti attaccati alla giacca con un calcio nel sedere. Ed era sicuramente il suo proposito. Le dichiarazioni che abbiamo sentito oggi pomeriggio da parte di Fronti, Fiorelli e Trebiani, avvocati difensori di un imputato ormai sotto il patibolo, non tengono conto del fattore C, del calcione che il Faraone si apprestava a tirare a tutti. E' stato bruciato sul filo di lana. La brutta notizia, dicevamo? Lui è entrato in campagna elettorale. Ci ha garantito che, dopo sette mesi di campagna al vetriolo come la sa fare soltanto lui, sarà di nuovo sindaco. E' una minaccia, quindi? Non saprei dire. E' bravo, certo, a focalizzare tutte le sue energie su un nemico, come ha fatto due anni fa con Ricci ma adesso di nemici ne avrà tanti. Intanto per i nostri amici affezionati che si stanno trasformando, grazie alla nostra passione per la verità, in voyeur del mondo che ci circonda linkiamo il documento di dimissione, l'atto che ha chiuso l'Età Imperiale

Un bel casino, ma per adesso va bene così.

E' il momento? Si, è il momento

Tutti a casa


Pietro Tidei non è più il sindaco di Santa Marinella.
Con la presentazione delle dimissioni da parte di undici consiglieri comunali sui venti eletti Santa Marinella non ha più una maggioranza in grado di governarla. Stamattina è stato protocollato un atto firmato da Roberto Bacheca, Renzo Barbazza, Venanzo Bianchi, Giovanni Dani, Angelo Grimaldi, Marco Maggi, Roberto Marongiu, Giuliano Notazio, Achille Ricci, Fabrizio Romitelli e Fabio Quartieri nel quale, con toni molto duri ed argomentazioni pesanti, fra i quali l’accusa al sindaco di gestire a livello personale il governo cittadino, sottolineano l’esigenza e l’inevitabilità di chiudere immediatamente questa legislatura. I primi segnali di una crisi strisciante si sono avvertiti qualche settimana fa. Un appoggio determinante è arrivato tre consiglieri comunali aderenti alla Nuova Democrazia Cristiana, Marongiu, Maggi e Quartieri, che attraverso atteggiamenti, documenti ed interviste facevano intendere di mal sopportare uno stato di cose che di fatto paralizzava l’attività amministrativa e la crescita della città. Sapiente gestore della crisi è stato Achille Ricci che ha saputo mediare tra le esigenze dei vari gruppi coinvolti e far arrivare tutti indistintamente i consiglieri di opposizione e i tre consiglieri di maggioranza, fra i quali due assessori, alla decisione. La maggioranza quindi che sosteneva il sindaco Tidei, dopo lo splendido successo elettorale dell’aprile 2005 si era fatta via via più esigua perdendo, nel tempo, prima l’assessore di Rifondazione Comunista, Dani, poi l’assessore dello Sdi, Notazio, ed infine, nei giorni scorsi, il presidente del consiglio comunale Barbazza. Una situazione scricchiolante e difficile da gestire tanto che il penultimo consiglio comunale era saltato per la mancanza del numero legale, provocata proprio dalla Nuova Dc. Ora il Prefetto di Roma dovrà nominare un commissario che gestirà il comune fino alle elezioni che si dovrebbero svolgere nella prossima primavera in concomitanza con le elezioni provinciali. Infatti le dimissioni della maggioranza dei consiglieri non concedono appello al sindaco, come nel caso della mozione di sfiducia, provocando lo scioglimento del consiglio comunale.

03 ottobre 2007

E adesso?


Non tutto è andato come doveva o come Lui desiderava, ce ne siamo accorti. Quello che poteva cambiare non è cambiato, la sterzata non ha sterzato. E adesso? Tutta la città dovrebbe ruotare intorno all'ingresso di Eugenio Fratturato in maggioranza ed alla nomina di Andrea Bianchi assessore? No, amici. Non vanno così le cose. L'atmosfera che stiamo vivendo è irreale. Il Faraone sta giocando le sue ultime carte. Se prima poteva incolpare i suoi di remargli contro ora no: ha un bel pezzetto di carta dove tutti gli giurano fedeltà fino alla morte. Ma le cose per noi comuni mortali ancora non vanno bene. Nessuno osa prendersi le sue responsabilità e anche tra la gente si sente una disaffezione per la politica che fa paura. Come sottolineavamo già, la distanza tra il Palazzo e la gente sta diventando incolmabile.

Sulla terrazza di via Rucellai non se ne accorge nessuno. L'orchestrina sta suonando e tutti ballano.

E con il pezzetto di carta con le firme collezionate lunedì? Io mi ci soffierei il naso

02 ottobre 2007

Come previsto

Come previsto nulla può cambiare il nulla. La riunione di lunedì sera, che doveva servire a verificare lo stato di coesione tra i consiglieri di maggioranza e quello di attuazione del programma elettorale ha partorito uno scarno comunicato, che ha trovato in perfetto accordo tutti i consiglieri ma che non rispecchia quanto affermato dal sindaco Pietro Tidei subito dopo il contestato consiglio comunale di dieci giorni fa. Il primo cittadino della perla era stato perentorio. Era necessario trovare nel vasto programma una serie di elementi, pochi, da realizzare subito. Bisognava poi procedere a verifiche semestrali e a rimpastare la squadra di governo, rea di perdere colpi e soprattutto perdere tempo. Così non è stato. Nel documento si legge che verranno approfondite “le priorità ed il quadro degli interventi da definire in tempi brevissimi, sulla base delle proposte che ogni gruppo si farà carico di avanzare”. Quindi non si è espresso ancora nulla, assistiamo all’ennesimo rinvio né qualcuno potrà dire che la crisi, aperta ufficialmente da Roberto Marongiu in consiglio comunale, sia stata chiusa. La parte del leone l’hanno giocata come al solito i tre consiglieri della Nuova Dc, Maggi, Marongiu e Quartieri, che hanno animato la discussione. Probabilmente proprio il loro intervento ha costretto il sindaco Tidei, che aveva preparato il documento da sottoscrivere in maniera più articolata e composita, a ripiegare all’ultimo minuto su una sorta di “piano b”, predisposto alla bisogna per contenere l’irruenza dei tre dissidenti. I quali una volta siglato il “patto di fine legislatura” hanno abbandonato la seduta. Questa volta il ruolo di portavoce è toccato a Marco Maggi che ha esternato tutte le perplessità dei tre consiglier che comunque non hanno intenzione di far chiudere prima della naturale scadenza l’esperienza della giunta Tidei. L’appuntamento per la definizione delle cose concrete di cui la città ha bisogno è stato rinviato a martedì prossimo, data dalla quale partiranno una serie di incontri di verifica ed aggiustamento della rotta. Per molti non una soluzione ma solo un modo di rinviare il problema, magari facendolo scivolare a dopo la metà di ottobre, data cruciale a causa dell’appuntamento con le operazioni di nascita del PD.

Samuele e il Piddì

Sta nascendo l'Assemblea costituente del partito democratico.
La Costituente, come tale, dovrà porre le condizioni di base, stabilire regole e norme per il funzionamento democratico del costituendo partito.
Bisogna porsi immediatamente alcuni interrogativi, cioè:

Se quegli organismi, che gli elettori del Partito democratico stanno per eleggere, devono assolvere ad un ruolo costituente, per quale motivo non viene eletta la sola Assemblea costituente nazionale?
Per quale motivo viene eletta anche un'Assemblea costituente regionale?
Per quale motivo i due principali partiti protagonisti della nuova formazione (DS e Margherita) hanno tenuto in piedi i loro centri direzionali malgrado si siano sciolti almeno tre mesi fa, all'atto dello svolgimento dei loro ultimi rispettivi organismi nazionali, conclusisi con la elezione di una Commissione dei saggi il cui compito era quello di fissare le regole generali del nuovo partito?

Nella storia dei partiti, e di qualunque altra organizzazione politico sociale, gli atti costitutivi vengono elaborati, completati ed approvati da un consesso nazionale (assemblee, comitati, consigli, adunanze etc.).
In altre pochissime occasioni si è partiti dal basso: dalle strutture locali e, a scalare, da quelle zonali, provinciali e così via. Sono questi i casi, rarissimi, in cui si è voluta una partecipazione reale della gente.

Allora perché, nel caso del partito democratico, si vuole eleggere anche un'Assemblea costituente regionale che rappresenta il punto intermedio fra strutture nazionali e locali?
Perché i centri di direzione nazionale di DS e MARGHERITA si sono riservati il diritto di formare, accettare e comporre direttamente le principali liste?

Il marchingegno è stato adottato probabilmente per dare risposte ad apparati o ai tanti addetti alla politica che, principalmente nell'ambito dei due partiti, non avrebbero trovato spazio nelle sole liste nazionali. Dunque questa scelta/marchingegno risponde ad una logica interna di autoconservazione degli apparati o degli addetti. In sostanza al mantenimento di un potere centrale e periferico che vuole riproporre le vecchie nomenclature.

Questo tipo di giudizio può essere confermato da una rapida scorsa delle principali liste, quelle più accreditate sul piano del risultato elettorale, che vedono in testa gli esponenti più significativi dei vecchi partiti e, a scalare, persone sconosciute alla politica e alla società civile.
Il meccanismo delle liste bloccate, che esclude le preferenze sui singoli partecipanti, garantirà l'elezione dei primi delle liste (cioè gli apparati) ed escluderà ineluttabilmente le cosiddette "seconde scelte".

Ci sono ancora altri pericoli-imbrogli che potranno verificarsi, secondo me ancora più gravi.

Uno di questi è rappresentato dal pericolo che una volta eletti gli organismi costituenti si trasformino in definitivi. L'Assemblea costituente del partito democratico dovrà durare uno,due, massimo tre mesi per fissare regole ed approvare atti che dovranno poi ispirarne la vera e propria formazione partendo da basso, cioè dalle realtà locali.
I marchingegni adottati fanno sospettare, invece, che questi organismi si trasformino in definitivi.
Ciò creerà un vuoto di presenza nel territorio visto che, a partire dal 14 d'ottobre, non ci potranno essere più scuse per mantenere in piedi le vecchie sedi dei partiti.


Ma come saranno elette le nuove istanze territoriali periferiche?

I cittadini elettori del nuovo partito saranno chiamati a votare con l'adozione del voto segreto nelle urne o si adotterà il sistema delle tessere fatte casa per casa, magari pagate dal notabile, sindaco o potentato locale?
Ci sarà la corsa alle tessere e si occuperà la nuova sigla politica con parenti, amici, prezzolati, per sostenere un vecchio potere che si è alimentato con la politica, le speculazioni e gli affari o si consentirà la partecipazione reale della gente che ha creduto, nonostante tutto, a questo nuovo progetto?


Tutto ciò premesso, affido alla vostra valutazione i miei giudizi e i miei sospetti.

Samuele Anselmo

01 ottobre 2007

Come finira?


Finirà che tutti staranno tranquilli al loro posto. Abbiamo scherzato, insomma, e vogliateci bene come al solito. Il riferimento è naturalmente al meeting di stasera, nel quale il Faraone dovrebbe rimpastare, ha detto, ma non ci è dato di sapere con quale stomaco lo faccia, dopo essere stato pubblicamente sfidato e schiaffeggiato.


Il piatto forte della serata (Marongiu panato, direte voi? Naaaa, di quello magari ne parliamo domani) sarà un documento, nel quale oltre a rivisitare e rendere più accessibile e realizzabile quella pietra miliare della fantascenza che è il faraonico programma elettorale i nostri dodici sigleranno un patto di fine mandato, abbastanza stretto e vincolante del quale già leggo il primo capitolo: non parlate ai giornalisti. Il capitolo secondo sarà: se proprio dobbiamo facciamo salire a bordo qualcuno della minoranza. Il capitolo terzo: diamo importanza e deleghe a Flaminia Assumma e la porpora assessorile ad Andrea Bianchi. Il capitolo quarto reciterà: non alzate più la testa, firmate tutti altrimenti ce ne andiamo tutti a casa.


Come finirà? Firmeranno, firmeranno.

Una bugia in meno


L’Amministrazione Comunale, per le sentenze del Giudice di Pace di eguale tenore, propone e proporrà appello al Tribunale, per dimostrare la fondatezza e correttezza dell’azione amministrativa posta in essere in tema di sicurezza della circolazione.

Così si chiude un comunicato emesso dall'Amministrazione Comunale che ci spiega che il Tribunale di Civitavecchia ha, con la sentenza 639/07, dato torto ad un automobilista passato con il rosso ad un semaforo e incappato nel photored. Questo automobilista si era rivolto al GdP contestando la mancata presenza di un operatore di polizia intorno all'apparecchio.

Ora due considerazioni sono d'obbligo. Il tono della chiusa del comunicato, che riportiamo sopra, ricorda molto, più che un momento di comunicazione istituzionale, l'annuncio formale di una rappresaglia. Beccatevi la multa e state zitti, perchè sappiate che se anche un semplice GdP vi dovesse dare ragione noi vi perseguiremo fino alla morte, naturalmente con dispendio di soldi ed energie che sono nostri e non dell'amministrazione.
La seconda è molto più sottile e riguarda la serie di bugie che escono, sotto l'aspetto formale di comunicazione, dagli uffici di via Rucellai.

L'amministrazione ha sempre negato che esistessero valanghe di ricorsi contro i sistemi elettronici per fare multe; basta andare negli uffici giudiziari di via dei Colli per rendersi conto dell'esatto contrario senza però poter quantificare finora quanti ricorsi il Comune abbia perso a causa del modo con il quale questi atti sono archiviati e conservati, molto medievale. Di seguito il comune ha sempre confermato, anche a mezzo stampa di non aver mai perso un ricorso.

Con questo comunicato finalmente si smentisce. Sarà necessario leggere la motivazione della sentenza per svelare le ragioni tecniche per le quali un GdP aveva dato ragione all'automobilista mentre il Giudice del Tribunale la stessa ragione glie l'ha negata.

Un'altra bugia, quindi, è stata svelata.

Comprereste un'auto usata....?