La ringrazio della sua attenzione, ma come precedentemente espresso non mi sono mai sognato di sopravvalutare il futurismo. Ho soltanto segnalato con diverse argomentazioni che ridurre il Futurismo e i suoi animatori a uomini “privi di sostanza filosofica e artistica, che hanno lasciato dietro di sé solo un po’ di quadri, e un mucchio di manifesti,” come definiti dalla Rocchi mi sembra assolutamente riduttivo e fazioso. Non si può negare candidamente che il Futurismo non abbia inciso sul ‘900 italiano, tutto qui. Per ciò che invece riguarda se per me sia un bene o un male che dal liceo scientifico non escano fascistelli o futuristi occorre distinguere tre cose. La prima è che - mi dimostri il contrario - non ne escono, quindi solo per la legge dei grandi numeri ciò è assolutamente innaturale (a meno che lei non sia assertore di una analisi marxiana per la quale l’ambiente determina l’orizzonte valoriale). Quand’anche la pensasse così, di fatto affermerebbe che all’interno del liceo, allora, verrebbe proposto ai ragazzi un preciso orizzonte valoriale e ciò è in antitesi con chi democraticamente crede che la scuola dovrebbe offrire strumenti per interpretare la realtà e non una realtà bella e confezionata.Per terzo, in ultima analisi e per ciò che mi riguarda personalmente, il fatto che dal liceo possa uscire qualche fascistello o qualche futurista non determinerebbe in me nessun terrore, anzi. Mi renderebbe felice, contraddirebbe la convinzione – le assicuro diffusa, che in quella scuola, preda di una baronia dinastica di stampo marxista, le maglie iniziano a cedere – ha presente frattocchie?
27 ottobre 2007
E' un ring? Viva la boxe
La ringrazio della sua attenzione, ma come precedentemente espresso non mi sono mai sognato di sopravvalutare il futurismo. Ho soltanto segnalato con diverse argomentazioni che ridurre il Futurismo e i suoi animatori a uomini “privi di sostanza filosofica e artistica, che hanno lasciato dietro di sé solo un po’ di quadri, e un mucchio di manifesti,” come definiti dalla Rocchi mi sembra assolutamente riduttivo e fazioso. Non si può negare candidamente che il Futurismo non abbia inciso sul ‘900 italiano, tutto qui. Per ciò che invece riguarda se per me sia un bene o un male che dal liceo scientifico non escano fascistelli o futuristi occorre distinguere tre cose. La prima è che - mi dimostri il contrario - non ne escono, quindi solo per la legge dei grandi numeri ciò è assolutamente innaturale (a meno che lei non sia assertore di una analisi marxiana per la quale l’ambiente determina l’orizzonte valoriale). Quand’anche la pensasse così, di fatto affermerebbe che all’interno del liceo, allora, verrebbe proposto ai ragazzi un preciso orizzonte valoriale e ciò è in antitesi con chi democraticamente crede che la scuola dovrebbe offrire strumenti per interpretare la realtà e non una realtà bella e confezionata.Per terzo, in ultima analisi e per ciò che mi riguarda personalmente, il fatto che dal liceo possa uscire qualche fascistello o qualche futurista non determinerebbe in me nessun terrore, anzi. Mi renderebbe felice, contraddirebbe la convinzione – le assicuro diffusa, che in quella scuola, preda di una baronia dinastica di stampo marxista, le maglie iniziano a cedere – ha presente frattocchie?
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26 ottobre 2007
Ancora i Futuristi, purchè se ne parli
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25 ottobre 2007
Una festa a lungo attesa

Non è uno sfoggio di cultura. E' che nel pensare a quello che vi sto per raccontare mi è venuto in mente proprio il titolo del primo capitolo del libro che ho letto tre volte ( e forse partirò per un quarto "ripassino" molto presto) e quando ci si forma da giovani su certe letture molte cose riaffiorano in testa di continuo. Ma bando alle chiacchiere la festa a lungo attesa non c'è stata. Per dirla alla Endrigo
"la festa appena cominciata è già finita"(madonnamia, stasera sono un poeta). Insomma ieri era il 24 ottobre, la data dell'uno contro tutti, e l'uno contro tutti non c'è stato. La motivazione non si conosce nè si sa se lo spettacolo verrà replicato. Forse nessuno dei cosiddetti avversari, giuda, traditori, assessori, ha raccolto il guanto di sfida e la sala rischiava di essere riempita soltanto da curiosi, gente che avrebbe voluto vedere il sangue comunque ed in ogni caso ma disinteressata da ogni bega politica. O forse proprio quelli "pataccati" sarebbero stati in prima fila e allora sarebbero stati veramente ...fatti amari. Comunque diciamo che il Faraone ha trovato, come suo solito, di meglio da fare. Sicuramente serviva una mano per rassettare il supermarket, dare una sistemata agli scaffali. Anche a noi, tutto sommato, è andata bene. Tanto per parafrasare il libro di cui dicevo prima sarebbe stato spiacevole passare una serata con
il "Signore degli Anelli"...al naso.
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Oh si si, I Futuristi si si!
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23 ottobre 2007
La Carducci nello spazio
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Fratturato e la sua Terza Posizione
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Etichette: Fratturato
Per Chicco An soffre di protagonismo.
Ebbene il sottoscritto Domenico (Chicco) D’Andrea, Presidente del suddetto Circolo “G. Fini”, è invece legittimamente presente e attivo nella politica locale, amato e stimato trasversalmente da tutte le forze politiche. I membri del Circolo Territoriale, quindi, dovrebbero togliersi dalla testa di essere gli unici rappresentanti di Alleanza Nazionale a Santa Marinella.
Mi preme quindi ricordare ai responsabili del Circolo Territoriale che qualora fossero convinti che il Circolo “G. Fini” non fosse legittimamente costituito, di farmi pervenire dalla Federazione Provinciale un comunicato di scioglimento del circolo di cui mi onoro di essere Presidente.
Il sig. Roberto Bacheca, in particolare, può scordarsi di una sua candidatura a sindaco, ventilata recentemente e spalleggiata sui quotidiani locali da presunti sostenitori tra l’altro “non votanti”. Ciò, invece, dovrebbe proprio essere evitato onde mettere in poca luce Alleanza Nazionale a Santa Marinella. L’autocandidatura è un sistema che il Circolo “G. Fini” non permetterà mai: per ricoprire una carica istituzionale tanto importante dovrà essere tutta – dico tutta – l’Alleanza Nazionale cittadina a volerlo.
Nei confronti del sig. Mauro Bianchi, sedicente coordinatore comunale dei due circoli di Alleanza Nazionale di Santa Marinella, ho un’analoga posizione in quanto nominato dal solo Circolo Territoriale, scelta alla quale non ha preso parte il Circolo “G. Fini”. Ci sarebbe bisogno di un po’ di chiarezza: perché il Circolo Territoriale avrebbe bisogno di un coordinatore con il Circolo “G.Fini” che, tra l’altro, non riconosce?
Qualora la Federazione Provinciale non smentisse questa mia lettera, la presente valga come monito a tutti i personaggi che soffrono di protagonismo.
Oh no, i futuristi no!
E poi in quella fontana rossa io non vedo nessun gesto futurista, ma solo l’atto di un povero fallito in cerca del suo quarto d’ora di celebrità, che naturalmente ha avuto, perché i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa, la tv in particolare, hanno bisogno del marciume umano, perché ciò che è mite e buono, rispettoso, non fa notizia, ossia non fa vendere pubblicità.
Allora facciamola ‘sta rivoluzione, ma guardando avanti, avendo il coraggio di dire e praticare i gesti miti e buoni, avendo la forza di dire senza arroganza, ma con determinazione, quello che fa schifo: il Novecento ha fatto schifo, la guerra ha fatto e farà schifo sempre, la distruzione del nostro pianeta fa schifo, la televisione italiana fa schifo, spesso fanno schifo pure i giornali italiani, i pifferai che ingannano i puri di cuore fanno schifo, la ricerca della ricchezza o del potere a tutti i costi fa schifo, la mancanza di etica nella prassi politica fa schifo, il voto di scambio fa schifo, il centro commerciale a via valdambrini senza viabilità, con il fosso tombato, con nuvole di polvere e rumore assordante che si riversano sui bambini e le maestre, fa schifo.
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CrisDegni
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22 ottobre 2007
Futurismo, la strada per la rivoluzione
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CrisDegni
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Ancora Bologna, altre prove
Il treno che non c’è
I blogger sono andati a consultare l'orario delle ferrovie europee di quell'anno, e hanno scoperto che il treno di cui parla il governo non esisteva, e che comunque quel treno non era quello citato nel rapporto di polizia, che invece datava il viaggio del Kram al 31 luglio, quindi in tempo utile per la strage del 2 agosto. Sbugiardato e messo all'angolo, il rappresentante del governo Prodi replicava che evidentemente si era trattato di un errore dovuto alla nota della procura che citava un altro treno... Purtroppo per Scotti, i soliti blogger nello scoprire che il sottosegretario citava treni impossibili, arrivano a ipotizzare che una strana coincidenza segnava la risposta ufficiale del governo italiano: sembrava ricalcare a pieno l'alibi che aveva fornito lo stesso Kram in una intervista al Manifesto dell'agosto scorso. Secondo il nostro governo, quello che diceva Thomas Kram era tutto vero. E siccome date e orari non tornavano, ecco che il governo sistemava le discrepanze. Kram, costituitosi in Germania dopo 26 anni di latitanza (iniziata, guarda caso, proprio il 2 agosto 1980) nell'intervista si giustificava dicendo di essere stato sì a Bologna, ma di aver notato, appena uscito dall'albergo, una certa confusione, e di aver preferito quindi non andare in stazione, ma andare in taxi a prendere una corriera per andare a Milano da una sua amica. I blogger hanno però scoperto che dal suo albergo era impossibile vedere la stazione ferroviaria, e poi la stazione delle corriere era proprio accanto a quella ferroviaria. Quanto alla supposta amica milanese di Kram, interrogata dalla Digos, ha smentito categoricamente di aver visto il tedesco in quei giorni.
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AlzoZero
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21 ottobre 2007
Due sentenze interessanti
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CrisDegni
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Prossima apertura, un'altro supermercato?
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CrisDegni
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