01 ottobre 2007

Una giornata con la scopa in mano

Sebbene con una esigua partecipazione di volontari (e bisognerà interrogarsi anche su questo: forse le azioni dimostrative non bastano più, e occorre probabilmente un segnale istituzionale più deciso in merito), si è comunque svolta la giornata ecologica organizzata dall’Associazione VivereMeglio. L’obiettivo principale è stato raggiunto: tutti i rifiuti ad eccezione degli inerti sono stati ammassati in maniera tale da consentirne facilmente il prelievo da parte dei mezzi dell’AMA, e in conseguenza tutto ciò che è rimasto (quintali di calcinacci!) è ora libero e pronto per essere prelevato dalle ruspe e mandato negli appositi centri preposti allo smaltimento (anche se in molti punti occorrerà l’ausilio di un martello pneumatico: evidentemente delle betoniere hanno scaricato i residui del cemento ancora fresco o semplicemente lavato i loro cassoni gettando il tutto su mucchi di inerti preesistenti, creando dei conglomerati non sollevabili da nessuna ruspa tradizionale!). Rimangono sul sito una batteria esausta e un pianale di ethernit, che non è stato ovviamente possibile prelevare. La discarica per stasera è chiusa, come evidenzia la foto del cancello ripristinato, ora c’è da togliere tutto ciò che è stato disposto in mucchi separati! Stabilendo anche una volta per tutte il destino dell’ex capannone del Rione Combattenti (decisamente da abbattere) e dei quattro pianali dei vecchi carri allegorici lasciati lì da altrettanti Rioni, che andrebbero rimossi. Interessante è stato scoprire tra i vari mucchi di calcinacci una scheda carburanti della ditta Marongiu Salvatore Costruzioni Edili, una delle due (l’altra è quella di Fronti) cui era stato concesso l’uso del piazzale come punto di appoggio dei rispettivi cantieri, ormai chiusi. Magari ci si fa dare una mano da loro per ripulire l’area dai calcinacci che ci sono rimasti? E’ difficile credere che appartengano a privati furgonisti tutti i residui del lavaggio delle betoniere, evidenti in molti punti del piazzale… o magari quel libretto è finito lì per caso, portato dal vento…
Stefano Crispu

28 settembre 2007

UIltimissime sul rimpasto di lunedì


Sindaco: sempre lo stesso (in tutti i sensi)

Vicesindaco: Andrea Bianchi

Bilancio e Personale: Mauro Trebiani

Urbanistica: Claudio Siviero

Pubblica Istruzione: Flaminia Assumma

Demanio e Costa: Fabio Iachini

Cultura: Massimiliano Fronti

Sviluppo e Grandi Progetti: Domenico Fiorelli

Presidente del Consiglio: Eugenio Fratturato


E gli altri? Buoni buoni, questo è solo un consiglio.
Ma se tanto ci da tanto...avremo come al solito ragione noi.

Cronache dal Palazzo


Il Palazzo del Faraone scricchiola.

Il fatto che qui a Santa Marinella non ci sia stato un V-Day significa poco. Il successo elettorale della compagine, arruffata, del sindaco è segno di una moda antiberlusconistica galoppante, e basta, che è usa ad additare all'untore, a trovare nel caso specifico un nemico, a fare una campagna contro qualcuno e basta. I cittadini, che prima si sentivano schifati dalla politica, ora sono semplicemente e splendidamente furibondi, animati da un pessimo umore verso tutto quello che proviene da una maggioranza ogni minuto di più allo sbando. Spariti i sondaggi non serve spendere altri soldi, basta mettersi fra la gente, parlare con la gente, tutta.

Attenzione, questa non è la famosa "antipolitica", sono semplicemente consigli. Al prossimo sindaco non occorrera spacciare desideri per bisogni, creare quel sentimento di autoillusione che era alla base di un programma fatto di autocompiacimento più che di cose da fare. Per dirla come Panebianco scriveva ieri sul Corriere viviamo la "delusione dei moralisti". Soltanto, e lo dico con personale rammarico, una destra forte potrà raggiungere un risultato dignitoso, in termini di consensi e di aspettative poi realizzate, non il centro nè il cosiddetto centrodestra. Viviamo in un momento nel quale il filo conduttore è semplicemente la spettacolarizzazione dell'incazzatura generale. Un nuovo tribuno, il Cola di Rienzo della Perla, salirà su un trono dorato di politichese neopopulismo e segnerà il tramonto di un epoca.

E' innegabile constatare una netta separazione tra il Palazzo del Faraone e la gente o, come la si vuole vedere, una separazione incolmabile tra la gente ed un Palazzo che non comprende come esista un'esigenza di cambiamento di una società in evoluzione che ha bisogno di un palazzo che stia dietro, e non davanti, al suo futuro.

27 settembre 2007

La nave ed il suo comandante

"Tidei come Prodi? Decido io, tuonano entrambi, mentre nel Paese grande, ed in quello piccolo, montano la protesta, l'insoddisfazione, la paura che purtroppo il nostro destino sia nelle mani di due, massimo tre persone, che decidono, fanno e disfano senza confronto, idee, dialogo. Rimpasto al governo come a Santa Marinella. Ma chi ci mettiamo? Senza la presunzione di credere che al Governo meglio questo che quello, ci limitiamo al nostro piccolo. Se in due anni sedici delegati , tre assessori, partiti ed associazioni, hanno lasciato quello che ci era stato propinato come un transatlantico dotato di tutti i comfort, forse l'equipagggio ha odorato puzza di bruciato e comincia ad indossare i giubbetti galleggianti...solo che occorre comunque saper nuotare, stare a galla, muovere braccia e gambe. E questo, pare che la maggior parte di coloro che si apprestano ad abbandonare , non lo sappiano fare. Paragonando il nostro governo cittadino all' Andrea Doria,ed alla mitica crociera Nastro Azzurro, per la velocità con cui perde consensi, siamo curiosi di sapere chi salirà sulle scialuppe di salvataggio.....qualcuno, vedi l'Eugenio nazionale, prende lezioni di nuoto a singhiozzo, pronto a saltar giù, se proprio non può tendere una mano al Comandante supremo. La ex dc, è oramai spaccata in tre....i tre dissidenti ora "Nuovi DC", sembrano compatti e si lanceranno nel buio, mano nella mano, sperando di cadere in acque calde, azzurre, ed accoglienti......il buon Bianchi, Andrea, lì lì pronto ad assaporare un assessorato dovrà rimandare il banchetto.......ma l'ex golden boy della politica santamarinellese , esperto di mare, stà cercando un porto sicuro....l' UDC in città ha lanciato l' SOS, chi lo raccoglierà? Baccini? Mauro Trebiani, ha dichiarato pubblicamente fiducia all'operato del sindaco, da buon assessore allo sviluppo tecnologico saprà sicuramente programmare la sua futura rotta, evitando collisioni. Renzo Barbazza ha sofferto il mal di mare dall'inizio, le cure le ha tentate tutte, senza successo. Giovanni Dani, era evidente, non conosceva a fondo le coordinate dettate dal comandante in suprema....E lui? Il capitano Achab? il novello Kirk? abbandonerà la nave? Il galateo politico impone di affondare con essa.....ma si sà, in mare navigano tante navi, più o meno piccole, più o meno grandi. E nel Tirreno, a giorni transiterà l'ammiraglia del Mare, la grande P.D, ....alla quale il nostro ammiraglio sta pensando di chiedere aiuto. Male che vada, il Titanic affonderà, e con le scialuppe rimaste, si potrà tentare l'abbordaggio.....magari stavolta ingaggiando un equipaggio che sappia andare per mare...........

Demetrio Logiudice

26 settembre 2007

Rimpasto, l'ultima frontiera.


Lo dice la parola stessa, usare gli stessi ingredienti. E ne vale la pena? Se non funziona non funziona. Perchè prolungare la nostra sofferenza? Non esiste una grande platea dove poter cogliere i fiori migliori. La maggioranza si regge su dodici elementi. Andare, fra questi, a cogliere otto posizioni di rilievo significa, bene o male, andare a reincaricare sempre le stesse persone che se non hanno funzionato prima continueranno a non funzionare. Unica nota di rilievo è per Flaminia Assumma, data in pole position per subentrare a una Giovanna Caratelli caduta in disgrazia proprio ora che il PD cominciava a girare.

Che dire? Vale la pena cambiare tutto per non cambiare mai nulla? Catalizzare l'iniziativa potrebbe essere un imperativo di elevata attualità ma nella sindrome anestetica generale non è possibile vedere, almeno nel breve periodo, sintomi di reale novità.

Il gran passo non si farà perchè nessuno ha voglia di farlo. Il Faraone, buon per lui, non verrà sfiduciato perche, come detto già ieri, a nessuno conviene.

Ci piaccia o no, dovremo rimpastare e masticare sempre lo stesso, amaro, boccone.

Campagna pubblicitaria


25 settembre 2007

Tanti auguri


La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli. (Friedrich Nietzsche da Umano, troppo umano )


Non so come finirà il consiglio comunale di questa sera e non so nemmeno, oggi, chi comandi davvero a Santa Marinella. Di certo non più il Faraone, costretto a depennare due importanti punti dall'ordine del giorno. Non comandano nemmeno i Fantastici Quattro che parlano di crisi e non la riescono a provocare perchè sanno benissimo che non la potrebbero cavalcare. Oggi la politica è cenere nel camino, fuori fredda e grigia ma dentro rossa e calda, pronta a divampare con grande intensità. I dissidenti sanno che, una volta aperto il vaso di Pandora il turbine scatenato rischierebbe di travolgerli e quindi, come tutti, cercheranno di portare allo spasimo la consiliatura, fino alla sua naturale scadenza, per massimizzare il risultato, tenendo comunque "sotto botta" il faraone e quei pochi elementi che gli sono rimasti vicino.

Lo sport nazionale, qui, è sputare addosso al sindaco. Io non mi associo anche perchè non mi è mai piaciuto prendere alle spalle nessuno. L'onore è un sentimento, per dirla alla Manzoni insieme al coraggio, che se non si possiede nel dna non si può acquistare. E' facile, oggi, tirare addosso al faraone ma, dall'alto dei suoi 7000 consensi, può ben dire che qualcuno degli odierni detrattori fino a qualche giorno fa ha fatto il tifo per lui.

Ha sbagliato, certamente, e molto. ha sbagliato nel scegliersi la squadra, che credeva fatta di fuoriclasse ed invece ha scoperto composta di brocchi in attesa di passare dal macellaio. ha sbagliato nel puntare su obiettivi di sviluppo irrealizzabili e fantasioni mentre qui la situazione è quasi da terzo mondo, mancanno le infrastrutture primarie, manca il lavoro, mancano i servizi: che ci parla a fare di Disneyland? Ci vuole deportare? O siamo noi le attrazioni per i turisti?

Ha sbagliato, infine, nel coltivare una corte dei miracoli esosa e futile, noiosa e permalosa.

Noi, lo ripeto e mi ci metto anch'io, siamo persone semplici. Abbiamo bisogno di poco e sappiamo stare al nostro posto.

Ci serve un sindaco modesto ma capace. Cominciamo a cercarlo, intanto facciamo gli auguri al Faraone: questa sera sarà un po' come il derby del cuore, tutti molto buoni ma con una gran voglia di segnare. Non credo nessuno di noi vorrà essere al suo posto.

20 settembre 2007

Dani e le Dune

Abbiamo notato con piacere che il materiale bituminoso altamente inquinante ( rilevata anche dal sindaco Tidei ) , nel tratto iniziale della nuova strada che permette l’accesso alle sabbie nere , è stato prontamente rimosso e che la duna , che ospita ancora specie floristiche protette, non ha subito danni irreparabili.

Nessuno di noi ha dimenticato il progetto di allargamento della riserva che di fatto avrebbe creato un’area archeologico-naturalistica unica in Europa e che, secondo noi “stupidi ambientalisti”, sarebbe stata fonte inesauribile di sviluppo ma che purtroppo giace da + di 20 anni nei cassetti delle varie amministrazioni che invece realizzano solo cementificazione, con conseguente cambiamento dei connotati naturali del nostro territorio che continua a perdere quelle caratteristiche che lo rendevano unico per un turismo di qualità..

Quando ancora pensavo di poter essere il delegato all’ambiente del sindaco Tidei, contattai il sig. Rossi ( locatario dei terreni Gepra) per proporgli l’apertura dell’accesso, ma con alcune prescrizioni nella realizzazione DAL MOMENTO CHE TALE TRATTO DI COSTA doveva ESSERE inserito in un progetto di ampliamento della riserva regionale di Macchiatonda che la regione Lazio tra l’altro, accoglierebbe con cospicui finanziamenti.

Prescrizioni e suggerimenti che oggi rinnoviamo auspicando che saranno tenute in considerazione.



1) la legge regionale 61 del 1974 tutela specie vegetali in via di estinzione ancora presenti nella duna della sabbie nere di Pyrgi, tra queste la calcatreppola (Eryngium maritimum, giglio di mare (Pancratium maritimum). La distruzione di tali esemplari comporta conseguenze di carattere penale nei confronti dei responsabili. Auspichiamo pertanto che tali presenze floristiche siano salvate e valorizzate da piccole recinzioni e tabelle esplicative.

2) suggeriamo di realizzare il parcheggio subito dopo l’ingresso, adiacente all’Aurelia e magari approntare un servizio di nolo bici, rishò, macchinette elettriche per portatori di handicap per raggiungere la spiaggia.

3) la duna deve essere superata realizzando dei ponticelli in legno che ne preservino l’esistenza in quanto luogo di riproduzione di dette specie protette.

Se si vuole andare a speculare anche sull’ultimo tratto di costa ad alta naturalità tutte quelle attività economiche legate ad un turismo sostenibile e quindi durature andranno perse.

Nb. Nessuno è contrario alla fruibilità di qualsiasi parte del nostro territorio, nessuno e’ contrario ad una crescita occupazionale ma molti esseri umani, non solo nel nostro comune, chiedono tempi e modi diversi, maggior attenzione a che le risorse naturali non siano distrutte per sempre per un immediato, limitato guadagno di pochi .

Essere inclusi in una zona ZPS o in un’oasi naturale e’ una fortuna non una “IATTURA”.

Emidio Bufalini Giovanni Dani

Grillo come Boccoli?

19 settembre 2007

Viaggio nel prossimo futuro


12 maggio 2008. Il sindaco Roberto Boccoli alla sua prima riunione di giunta. Se tutto continua così è una foto non più del futuro ma di un'attualità schiacciante. La situazione più che tragica appare paradossale. La situazione nella maggioranza è glaciale. Non c’è unione, manca la condivisione di un progetto, manca uno sguardo unitario rivolto al futuro della città e della sua gente. Manca un leader in grado di saper tenere il centro della scena. Non esiste nemmeno più un modello da rispettare. Accantonato e seppellito il faraonico programma ora si è passati alla vetrina del cemento. Un elenco di infrastrutture sulla cui utilità si potrebbe discutere all’infinito. Spariti i servizi, alla persona, alle famiglie, al commercio, all’artigianato, rimangono in piedi solo scheletri, solo appalti da assegnare. Un altro sintomo forte della sonnolenza che ha preso la vita politica cittadina è la mancanza di qualsiasi tipo di dibattito. Ieri alla presentazione dell’operazione di bilancio partecipato uno dei consulenti del comune ha detto che lo scopo del documento era evitare che la gente si radunasse in gruppetti e sparlasse. Forse sarebbe meglio dire che un grande obiettivo è che la gente smettesse proprio di parlare e di discutere . E sarebbe un gran successo, diminuirebbe per esempio l’inquinamento acustico. Dovesse cadere quest’amministrazione il vuoto sarebbe probabilmente incolmabile. Nessuno, per ora , si fa avanti; nessuno intende più parlare da capopartito o da futuro candidato. Beh, per quanto possa sembrare strano, la possibilità che il nostro candidato, Roberto Boccoli, possa sedere in quella poltrona è veramente forte, oggi come oggi. Va chiarito un concetto e cioè che in ogni caso, si votasse a maggio come fra due anni, chi andrà lì non per governare ma per ripristinare uno status quo. Niente programmi, niente proclami soltanto una gran voglia di fare, e ce ne sarà bisogno.
Noi voteremo Boccoli.

18 settembre 2007

Facciamo il punto

A tutti i nostri amici ai quali le infernali macchinette hanno bruciato le piume bianche e tenere sotto la coda dedichiamo un piccolo capolavoro realizzato da uno dei redattori di punta del sito Altalex, Luigi Viola. La pagina riporta la summa dei recenti orientamenti giurisprudenziali.
Buona lettura e....andate piano. Più spingete più qualcuno ci guadagna.

16 settembre 2007

Paola rivuole i soldi del biglietto. E noi?



Dall’incontro sui 35 progetti della scorsa settimana ho ricavato alcune riflessioni che vorrei condividere.
i 35 progetti sono praticamente gli stessi che girano da mesi: perché presentarli ufficialmente e in grande stile solo ora? Forse lo ha spiegato il consigliere Bianchi quando ha ripetutamente sottolineato, come a voler fugare critiche pressanti che circolano in città, che un’amministrazione non si deve giudicare in 2 anni mezzo, ma solo in 5. Un piffero, consigliere Bianchi. Per completare la metafora, nei primi minuti forse non si potrà capire che musica suona un’orchestra, ma a metà concerto sì. Soprattutto se nel frattempo diversi concertisti, uno a uno, si alzano e se ne vanno abbandonando gli strumenti in polemica con il direttore e i colleghi. Un minimo di delusione fra il pubblico in sala potrebbe essere inevitabile. Qualcuno che vuole indietro i soldi del biglietto.
E’ necessario secondo me che l’opinione pubblica di Santa Marinella segua con attenzione lo svolgersi (o no) dei progetti, sebbene io purtroppo non creda che nel presentarli l’amministrazione abbia voluto realmente coinvolgere i cittadini e chiedere il loro parere. C’è infatti un precedente: quando moltissimi santamarinellesi si sono pronunciati contro il progetto della sede comunale, hanno trovato una chiusura a riccio da parte dell’amministrazione, un muro di gomma e molti manifesti dove li si accusava di essere bugiardi. Alla faccia della partecipazione.
Francamente credo per altro che il problema di Santa Marinella non sia la realizzazione o meno dei 35 progetti (sebbene l’asilo nido sia assolutamente auspicabile, il recupero architettonico e sociale dell’ex cementificio un sogno bellissimo, un porto-isola davanti a villa Lessona un brutto incubo, per non parlare di case costruite tra l’ex Colonia e il castello di Santa Severa). A mio parere il problema più urgente della nostra città sta curiosamente scritto all’ultima, ultimissima riga del bel volume omaggio, una riga che sfiora la comicità involontaria. Mentre infatti nei precedenti 48 punti sono sinteticamente ma puntualmente indicate “opere e iniziative attuate e in fase di progettazione” per il 2007 con tanto di consigliere responsabile, tipo “ 48 - Risanamento palafitte lungomare Marconi – via aurelia (Marongiu)” il punto 49 recita così, giuro: “Urbanistica priorità da definire” – Da definire quando, signor sindaco e signori consiglieri di maggioranza? Quando tutti i buoi saranno scappati, allora chiuderete i cancelli? Quando saranno sparite villette, fagocitati spazi verdi, abbattuti alberi, costruiti centri commerciali su strade dove già ora si fa pari e dispari per decidere chi passa? Quando sarà avviata un’edilizia negoziata senza programmazione, senza modifiche del piano regolatore? Io credo che in realtà le priorità sull’edilizia le abbiate già stabilite: permettere che si costruisca il più possibile, il più possibile, il più possibile. E non dico che le ditte costruttrici non abbiano il diritto di fare affari o i proprietari di vendere (ci mancherebbe), dico che tali affari dovrebbero essere subordinati (venire dopo) agli interessi generali della città: traffico e viabilità, servizi, spazi verdi, estetica complessiva.
Ma certo, un assessore presente lo ha spiegato proprio durante l’assemblea: questa amministrazione non c’entra mica, dipende tutto dal vecchio piano regolatore, dipende tutto da “una congiuntura del mercato”.
Ma allora la domanda è: gli amministratori che ci stanno a fare? Bastano uffici per le pratiche burocratiche, no? Basta il mercato, vero? Se gli stessi amministratori non sanno orientare i fenomeni, riequilibrare eventuali squilibri del mercato, pensare prima al bene di tutti e poi a quello di pochi, se neppure sanno prima alleggerire il traffico di Valdambrini, ripensare il piano regolatore, valutare la reale necessità di un centro commerciale e solo dopo, eventualmente permetterne la costruzione?
Secondo me il nodo principale e questo, scioglietelo cari amministratori, se ne siete capaci, se tenete al giudizio di moltissimi santamarinellesi (considerando che ormai ciò che è stato fatto, o non fatto, resterà comunque a futura memoria. Il cemento è cosa che resta per definizione a futura memoria)
E sciogliete anche un altro nodo, un bubbone che cova sotto e sopra la pelle di tutti gli italiani: pubblicate, come prevede la nuova finanziaria, tutti gli incarichi di sottogoverno e le consulenze assegnate. Nomi, cognomi, retribuzioni, compiti svolti e obiettivi raggiunti. Sapere è un nostro diritto.
Paola Rocchi